La Meditazione Secondo Osho

La meditazione è l’unico contributo che l’oriente abbia apportato all’umanità. l’occidente ha offerto molti contributi, migliaia di invenzioni scientifiche, immensi progressi nella medicina, incredibili scoperte in tutte le dimensioni della vita. eppure, questo singolo contributo dell’oriente è molto più prezioso di tutti i contributi dell’occidente.

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TRATTO DA: OSHO, THE INVITATION #21.
Libro The invitation Osho Vipal Antonio Gianfranco Gualdi Zorba Il Buddha Centro Meditazione Passerano Marmorito AT

L’Occidente si è arricchito, ha tutta la tecnologia per produrre ricchezza. L’Oriente è diventato povero, immensamente povero, perché non ha cercato nient’altro che una cosa: il proprio essere interiore. La sua ricchezza è qualcosa che non può essere visto, ma che ha raggiunto le più alte vette della beatitudine, le più grandi profondità del silenzio. Ha conosciuto l’eternità della vita; ha conosciuto la più bella fioritura di amore, compassione, gioia. Tutto il suo genio è stato dedicato a una singola ricerca: puoi chiamarla estasi.

La meditazione è solo una tecnica per raggiungere uno stato estatico, uno stato di ebbrezza divina. È una tecnica semplice, ma la mente la rende molto complessa. La mente deve renderla molto complessa e difficile, perché non possono esistere insieme.

La meditazione è la morte della mente.

Naturalmente, la mente oppone resistenza a ogni sforzo verso la meditazione. Ma se vai avanti, senza ascoltare la mente…

La meditazione inizia quando ci si separa dalla mente, diventando testimoni. Questo è l’unico modo per separarsi da qualsiasi cosa. Se stai guardando la luce, una cosa è certa, tu non sei la luce, la stai solo guardando. Se stai guardando dei fiori, è certo che tu non sei i fiori, sei colui che li osserva.

Osservare è la chiave della meditazione: osserva la tua mente.

Non fare nulla, non ripetere dei mantra, non c’è bisogno di ripetere il nome di dio, osserva solo la mente, qualunque cosa stia facendo. Non disturbarla, non porle limiti, non reprimerla; non fare nulla, sei solo un osservatore e il miracolo dell’osservazione è meditazione. Mentre osservi, un po’ alla volta la mente si svuota dai pensieri; ma non ti stai addormentando, stai diventando più attento, più consapevole.

Quando la mente è completamente vuota, tutta la tua energia diventa una fiamma di risveglio. Questa fiamma è il risultato della meditazione. Quindi possiamo dire che la meditazione è sinonimo di guardare, testimoniare, osservare, senza alcun giudizio, senza alcuna valutazione. Solo guardando, si esce immediatamente dalla mente. L’osservatore non è mai parte della mente e mentre diventa sempre più forte e radicato, la distanza tra lui e la mente continua ad aumentare. Presto, la mente sarà così lontana che a malapena ti accorgerai che esiste… è solo un’eco in una valle lontana. E alla fine, anche quell’eco scompare. Questa scomparsa della mente non comporta alcuno sforzo da parte tua, non dovrai operare nessuna forzatura per combattere la mente, semplicemente la lascerai morire della sua stessa morte. Una volta che la mente sarà assolutamente silenziosa, completamente sparita, non riuscirai più a trovarla. Per la prima volta, diventerai consapevole di te stesso, perché quella stessa energia che prima era impegnata nella mente, non trovandola più, si ripiegherà su se stessa. Ricorda: l’energia è un movimento costante.

Diciamo che le cose sono oggetti e forse non ti sei mai chiesto perché le chiamiamo così. Sono oggetti perché ostacolano l’energia, la consapevolezza. Dal momento che obiettano (Il termine object in inglese traduce sia “oggetto” che il verbo “obiettare”, da qui il doppio senso, N.d.T.) sono degli ostacoli. Ma quando non c’è nessun oggetto, tutti i pensieri, tutte le emozioni, tutti gli stati d’animo, tutto scompare. Sei nel silenzio totale, nel nulla (ingl. nothingness), o meglio nell’assenza di cose (ingl. no-thingness); tutta l’energia inizia a ripiegarsi su se stessa. Questa energia che ritorna alla fonte, porta immenso piacere. Proprio l’altro giorno, ho citato William Blake: “L’energia è puro diletto”. Quell’uomo, anche se non è stato un mistico, deve aver provato qualche bagliore di meditazione. Quando la meditazione ritorna alla sua fonte, esplode in un immenso piacere. Questa gioia nel suo stato finale è l’illuminazione.

Qualunque cosa ti aiuti a passare attraverso questo processo di meditazione è disciplina: potrebbe essere un bel bagno, in modo da essere fresco e pulito; o sederti in una posizione rilassata a occhi chiusi, senza essere né affamato né troppo sazio; o sederti in una postura molto rilassante, controllando tutto il corpo, ogni sua parte, per vedere se c’è tensione. Se c’è tensione, cambia posizione e fai in modo che ogni parte del corpo sia rilassata.

I fondamenti della disciplina sono un corpo rilassato e gli occhi chiusi, perché se hai gli occhi aperti, tutto ciò che si muove può creare disturbo.

TRATTO DA ” OSHO: CHE COS’È LA MEDITAZIONE”
Libro " La meditazione secondo Osha" Vipal Antonio Gianfranco Gualdi Centro meditazione Zorba Il Buddha Passerano Marmorito (AT)

Dentro di te ci sono due livelli: quello della mente e quello della non-mente. Lascia che io li definisca in quest’altro modo: il livello in cui sei alla periferia del tuo essere, e quello in cui sei nel tuo centro. Ogni cerchio ha un centro – che tu lo conosca o meno. Forse tu non ne sospetti neppure l’esistenza, ma un centro esiste sempre, deve esserci. Tu sei una periferia, ma sei un cerchio, quindi sei anche un centro. Senza centro non potresti esistere; il tuo essere ha un nucleo.
In quel centro sei giù un buddha, un siddha, uno che è arrivato a casa. In periferia, invece, sei nel mondo esterno – nella mente, nei sogni, nei desideri, nell ansietà, in mille giochi. E tu sei in entrambi i luoghi.
piano piano sarai in grado di muoverti dalla periferia al centro e dal centro alla periferia molto facilmente – proprio come se entrassi e uscissi da casa tua. Non creerai alcuna dicotomia.
Un uomo consapevole si muove dalla periferia al centro e dal centro alla periferia del proprio essere. Non si ferma mai in nessun luogo. Passa dalle piazze affollate ai conventi, dal samsara al sannyas, dall’essere estroverso all’essere introverso – si muove in continuazione perchè queste sono le due ali che lo sostengono in volo, insieme, non una contro l’altra. Ovviamente si equilibrano stando ai lati opposti, deve essere così!
A me piacerebbe che tu fossi in grado di restare nel mondo in mezzo alla folla, ed essere meditativo al tempo stesso.
Ogni volta che il mondo bussa alla tua porta e ti chiama, esci! Vai senza paura – non c’è niente da perdere, c’è tutto da guadagnare.
Ma non smarrirti. Ogni giorno, se vuoi trovare l’equilibrio, devi bilanciare l’esterno e l’interno.
E’ questo quello che intendono i maestri zen quando dicono: “Cammina nel fiume, ma non permettere all’acqua di toccarti i piedi”. Sii nel mondo, ma non essere del mondo. Sii nel mondo, ma non permettere al mondo di entrare dentro di te. Quando torni a casa, torna davvero a casa – come se tutto il mondo fosse scomparso.
Osho

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