Durante l’ultimo ritiro, una partecipante, Mara, ha condiviso una riflessione che mi ha toccato il cuore e che offre uno spunto profondo su cui meditare. Ha scritto: “La mia esperienza è stata davvero illuminante, anche se al maestro questo termine non piace… ma a me ha acceso una lucina, bella, placida, accogliente di cui avevo bisogno, e che continuerò a mantenere accesa”.
Ha ragione Mara, sorrido sempre quando sento la parola “illuminante”. Nel mondo della ricerca spirituale, purtroppo, c’è la tendenza a usare parolone altisonanti che rischiano di farci “svolazzare” con la testa tra le nuvole. Si pensa all’illuminazione come a un colpo di fulmine, a un effetto speciale, a un traguardo esotico lontano dalla realtà. Ma la verità è molto più semplice, molto più terrena.
La vera illuminazione non è una luce che abbaglia, ma è esattamente ciò che ha vissuto Mara: una lucina bella, placida e accogliente.
La Luce che c’è già
Nessun maestro può accendere qualcosa dentro di te che non sia già presente. Noi arriviamo a questi ritiri carichi di tensioni, accelerati dai ritmi di una vita “addomesticata” che ci strappa dalla nostra vera natura. Siamo pieni di veli – fatti di pensieri, aspettative, ansie per il futuro – che coprono la nostra originalità e la nostra luce interiore.
La meditazione, il silenzio, il camminare nel bosco coordinando il passo al respiro, non creano nulla di nuovo: si limitano a togliere quei veli. Nel cerchio di condivisione, nel contatto profondo con la Terra, la mente finalmente si blocca e permette a quella lucina, che è la tua vera essenza, di tornare a respirare.
È una luce pacifica perché non deve dimostrare niente a nessuno. È accogliente perché accetta tutto ciò che c’è in quel momento, senza giudizio.
Mantenere il Fuoco Vivo nella Vita Ordinaria
La parte più importante del viaggio inizia quando il ritiro finisce. È facile sentirsi in pace sotto le fronde di un albero maestro, circondati dall’energia del gruppo. La vera sfida – e la vera bellezza – sta nel fare ciò che ha promesso Mara: continuare a mantenerla accesa.
Portare quella lucina nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, nelle relazioni, nei momenti di difficoltà. Ricordarsi, quando la mente ricomincia a correre e a viaggiare, che basta un respiro consapevole per ritornare a casa, nel qui e ora.
Grazie di cuore a Mara, e grazie a Lidia e a tutte le anime meravigliose che hanno camminato con noi in questo cerchio. Siete stati lo specchio l’uno dell’altro, e ognuno ha riportato a casa un pezzetto della propria luce più vera.
Continuiamo a camminare insieme, un passo alla volta, con i piedi ben piantati a terra e il cuore aperto al Cielo.
Swami Bodhi Vipal
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